Un blog per due

 Il mio profilo ContattamiPxy

Il tempo che fu

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008

Amiamo

Odiamo


Siamo

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Commenti

A tempo perso ci rifugiamo da

  • Powered by Splinder
  • Ci avete compatito in

    *loading*

    Credits

    giovedì, 31 gennaio 2008

    Piccoli aneddoti


    Chi sanguina perde.

    Io e zucca eravamo solite studiare insieme. Zucca mi spiegava tutto quello che non capivo,in termini “terra terra” e io capivo subito! Di solito l’appuntamento era a casa sua alle 15,30 a me piaceva stare in quella famiglia,c’era troppo kasino! Grida,pianti,insulti,tutto quello che a casa mia non esisteva. Le ore dedicate allo studio erano ben poche,passavamo il tempo a parlare,parlare,parlare,ridere,di tutto e di più,ci divertivamo e poi si sa,lei fa tutto quello che le dico ^^ perciò se le dicevo: “zucca guardiamo la tv” guardavamo la tv o simili. Si rifiutava solo quando le dicevo: zucca,facciamo a botte! Non perché avesse paura di me,aveva paura di farmi male. È sempre stata più forte e si allenava spesso con i suoi fratelli,quelle volte che ci siamo battute ha sempre vinto. Eppure,una volta,l’asfissiai così tanto che disse: “e vabbè ,facciamo a botte,però faccio piano!” Ovviamente mi ha stesa a terra,non mi ha fatto male,tutt’altro: si è messa a strillare e imprecava contro me! Essì,perché,cercando di liberarmi dalle sue mani,con il polso al quale avevo l’orologio,le presi in pieno il pollice (la parte tra l’unghia e la pelle) procurandole un fastidiosissimo taglietto dal quale sgorgarono fiumi di sangue,in maniera eccessiva,dato che era solo una piccola ferita. Fatto stà che ho vinto io,secondo la teoria che non perde chi rimane a terra,ma perde chi sanguina ^^. E tu hai perso Zù
    E questo credo sia stato l’inizio di una serie di teorie che,per una certa dignità da mantenere,non racconto.

     

    ZL radioFollia 107.7     survivor-eye of tiger


    Farneticato da Pxy alle 18:34 | Grazie per i commenti (20)




    lunedì, 28 gennaio 2008

    shoah


    Stamattina mi sono sentita terribilmente in colpa.

    Come d’abitudine mi sono concessa una buona mezz’oretta al bagno. Apro una rivista e comincio a leggere: “multe severe per chi maltratta gli animali”.

    Credo che se sapessero dello sterminio avvenuto in casa mia, saremmo sommersi da debiti.

    Noi amiamo gli animali e ne abbiamo avuti di tutti i tipi ma mamma si è convinta del fatto che la nostra natura non è compatibile con la loro.

    Noi però ci abbiamo provato.

    Ricordo la fine crudele di uno chiwawa, graziosa bestiolina che ci regalò mio zio.

    Dopo un primo mese di buona convivenza, il cane iniziò ad avvertire i primi disturbi. Senza una valida motivazione diventò irrequieto, nevrotico nonostante le nostre continue attenzioni. Sfogava la sua angoscia lasciando sul pavimento evidenti tracce di mer**a. Mamma era disperata. Ormai camminava con la scopa in mano dato che in ogni angolo trovava escrementi.

    Perché si sa come funziona vero?? “Non ti preoccupare, ci prendiamo noi cura del cane, tu non devi fare niente” e poi ad occuparsi dell’animale sono sempre i genitori.

    Intanto Rocco il cane non ne poteva più e con lui anche mia mamma che esausta decise di ridarlo a mio zio. Dopo una settimana siamo venuti a sapere che il cane era in perfetta salute. E’ rinsavito dopo che mio zio con molta premura gli ha tolto il chewing gum che gli tappava l’ano e gli impediva di cag**e come dio comanda. Ovviamente la gomma da masticare era stata buttata in terrazzo da mia sorella.

    Odio mia sorella anche perché per colpa sua ho dovuto rinunciare al persiano bianco e nero che mi era stato regalato x la mia prima comunione. Io ci tenevo davvero a Juventino tanto che qualche volta pulivo la sua sabbietta e gli davo pure da mangiare. Il mio gatto aveva un difetto: quando entrava in calore non capiva più nulla. Una volta si buttò dal terrazzo alla vista di un suo simile. Grondava di sangue ma riuscì comunque a mettere incinta la malcapitata per poi fuggire e ritornare da noi evitando di prendersi ogni responsabilità. La fine per lui la decretò mio padre.

    Nuovo periodo di calore: Juventino passeggiava sereno nel soggiorno. Mia sorella passeggiava serena nel soggiorno. Una coda calpestata accese la battaglia. Il mio eroe ebbe la meglio: ridusse in fin di vita la rivale lasciando anche un suo artiglio a testimonianza della vittoria. L’unico a non gioire dell’accaduto fu mio papà che cacciò il gatto a calci in culo incurante delle mie proteste.

    Da allora decisi che da grande avrei fatto l’avvocato e mi sarei messa a difesa dei più deboli.

    Sempre mia sorella, da vera omicida, ha messo fine alla vita di un povero criceto. Questa volta però per eccesso di zelo. Franco il criceto, infatti, non girava come suo dovere sulla ruota. Mia sorella pensava che non avesse abbastanza energie per farlo e ogni giorno lo imbottiva di cibo.

    Franco il criceto “bomba” lo ritrovammo morto in una mattina d’inverno. A fianco un biglietto: “meglio morto che su quella ruota”.
    Mia mamma invece è responsabile del decesso di un pulcino. In questo caso si potrebbe anche parlare “di morte violenta”. Al pulcino era concesso di passeggiare per casa. Mamma però non voleva che oltrepassasse la soglia della cucina. Una sera, mentre cenavamo, Rino il pulcino infranse il divieto, ma solo a metà. Credendo di passare inosservato e con la curiosità di visitare il resto della casa, Rino decise di addentrarsi nella serva oscura. Mamma però fu più svelta di lui; afferrò lo zoccolo e con la precisione di un tiratore scelto lo scaraventò sulla porta. Rino, emesso un alto grido, spirò. Quella volta mia sorella fu utile; ebbe il coraggio di raccoglierlo e di dedicargli un degno funerale.

    Per amore degli animali abbiamo da allora comunemente deciso di tenerli fuori dalla nostra famiglia.

    Solo mio papà deve ancora rinunciarci. Lui ha speso una cifra di eurI per allestire un acquario. Ora è desolatamente vuoto. Quando non è la mano dell’uomo a causare danni, ci pensa la natura con la “legge del più forte”. Il pesce killer ha fatto fuori i piccini del gruppo impadronendosi di tutto lo spazio.

    Il pesce killer ora vive in solitudine. Peggio per lui. Tsè.

     

    ZL radioFollia 107.7   Quartetto Cetra   -   Nella vecchia fattoria


    Farneticato da cenerentola88 alle 16:59 | Grazie per i commenti (33)




    domenica, 27 gennaio 2008


    Ultimamente dormo poco la notte,agitazioni,malesseri…fatti miei. Mi giro e rigiro nel letto finchè verso l’alba riesco a prendere sonno,finalmente. Da un po’ venivo infastidita da qualcosa,siccome il mio balcone si affaccia sul rione e vede centinaia di balconi a loro volta affacciati al cortile, è normale che senta qualche rumore. C’è quello che suona la tromba dello stadio e si mette a gridare “tutto il palazzo” accompagnato dal battito delle mani, o il bambino che butta le uova dal quinto piano,o quella che mette sempre laura pausini, ma il tutto avviene in orari decenti,NON LA MATTINA.

    La mattina alle 8 posso capire che le mamme gridino per far alzare i figli,che la gente si prepari per andare a lavoro…ma c’è chi alle 8 di mattina fa altro -.-

    Giovedì ore 8,12

    mi sono svegliata perché sentivo,vicino a me,una voce femminile che faceva: mmmmmmm mmmmmmmm ah! Mmmmmmm si si mmmm ah!

     Del tutto sconcertata salto fuori dal letto,il primo pensiero va alle mie coinquiline,che però dormono sole nelle loro stanze,io continuo a sentire questa voce! Mi affaccio fuori e ci sono altri rumori,allora penso che magari sognavo. Torno a letto e ancora: mmmmm mmmmm mmmmm si! -.-  accosto l’orecchio alla parete,e mi rendo conto che i miei vicini hanno una vita sessuale attiva. Bene,buon per voi,per oggi lasciamo passare!

    Venerdì mattina ore 8.16 mmmmmmmmmmmmm mmmmmmmm ah! Mmmmm mmmmmmm -.-

    Vabbè,la sveglia era alle 9,approfitto per fare la doccia. fa niente. lasciamo stare,lasciamo correre,hanno diritto a fare le cose loro…

    Ieri mattina: mi sono svegliata alle 6,40 e sono uscita da casa alle 7.20 ho fatto quello che dovevo fare all’università e sono andata a comprare i tappi!!!


    Farneticato da Pxy alle 18:55 | Grazie per i commenti (8)




    venerdì, 25 gennaio 2008

    ai limiti del normale


    La mia famiglia è unica.

    La mia famiglia si distingue anche nei momenti in cui in realtà potrebbe apparire "normale".

    Come si dorme a casa di Tizio si dovrebbe dormire a casa mia. E invece no.

    Inizierei da mia madre, l’elemento più "sano" del gruppo.        

    Ebbene, lei ha l’innata capacità di far credere a mio padre che una scossa di terremoto sia semplicemente una grattata al capo.

    1 mese fa, ore 6,30: la casa si muove, vibrano i mobili, si scuotono le finestre, tremano i letti. Inevitabile aprire gli occhi e chiedersi cosa succede. Inevitabile per gli altri, non per mia mamma e mio papà.

    Ore 13.00: pranzo; famiglia riunita.

     

    Fratello: ma cosa è successo stanotte?

    Zucca: sentivo prima in tv che c’è stata una scossa di terremoto in Grecia.

    Papà: -_____-

    Mamma: io non ho sentito nulla.

    Papà: io si ma credevo che fosse vostra mamma. Ormai sono talmente tanto abituato a sentirla mentre si gratta i capelli che non c’ho fatto caso. Devo stare attento ai suoi movimenti bruschi. E voi pensate al terremoto? La notte per me è diventato un vero incubo. Temo di ritrovarmi a terra da un momento all’altro. Per questo e tanto ancora chiederò la separazione.

     

    Morale della favola:

    1)      I miei divorzieranno perché non riescono a condividere uno stesso letto.

    2)    Siamo la fortuna dei ladri dal momento che  possono operare più silenziosamente di una scossa di terremoto.


    Mio fratello invece sente. Il problema è un altro. Mio fratello è sonnambulo.

    Ora, la regola è: mai svegliare un sonnambulo durante le sue scorribande notturne. Ok, rispettiamo. Ma se il soggetto in questione apre la porta che si affaccia sul terrazzo e si avvicina pericolosamente al balcone (siamo al primo piano), come comportarsi? Conviene indirizzarlo sulla retta via, con calci in culo o schiaffi in faccia non importa, date retta a me.

    E se poi, sempre a braccia tese, ritorna sul letto, ti fissa e si rimette sotto le coperte significa che hai vinto tu. Se invece prima di individuare la sua camera passa dal bagno, ti toccherà pazientare ancora un po’ prima di poter ritornare a dormire…perché anche il bagno ha una finestra.

     

    Morale della favola:

    1)      La notte in casa mia non si può dormire.

    2)      Il telegiornale locale ha fatto installare una piccola telecamera nella cassetta della posta per avere l’anteprima della notizia.

     

     

    Mia sorella parla e basta. Individuo innocuo. C’è soltanto da preoccuparsi se al risveglio non la si ritrova nel letto. No, non soffre di sonnambulismo. Lei è così. I due neuroni che le occupano (per sbaglio) il cervello non sempre sono attivi.
    Ore 7.00 di un anonimo giorno: mamma spalanca la porta della mia stanza e con le vene di fuori, sguardo pietoso e voce rotta da pianto, interrompe dolcemente i mie sogni: “N. è sparita”. Panico. Mio fratello la cerca negli armadi (da piccoli eravamo soliti nasconderci per evitare le botte di papà e sceglievamo i luoghi più impensabili), io guardo giù dal terrazzo (non si sa mai che mi tocchi comprare una bottiglia di spumante per brindare..), mamma si dispera sul letto e per la prima volta la vedo seriamente intenzionata a voler imparare come funziona un cellulare (chiama continuamente mia sorella), papà mette su un giubbotto ed è pronto a lottare contro tutti e contro tutto per recuperare la figliol prodiga (teme un sequestro). Ad un tratto si apre la porta di casa: entra fischiettando N., ci guarda esterrefatta e, prima di chiudersi nella sua stanza, ci informa che non ha intenzione di andare a scuola.

    Morale della favola:

    1)      Nella mia famiglia è mia sorella (15 anni)  che ha autorità.

    2)      Non saremo mai una famiglia normale.

    p.s. potevo chiedere a N. se per caso non desiderasse avere la colazione a letto.
    p.p.s. Lea, come vedi, essere figlia unica ha i suoi vantaggi, e che
    vantaggi…

    ZL radioFollia 107.7    Sister Sledge   -   We are family


    Farneticato da cenerentola88 alle 11:37 | Grazie per i commenti (7)




    giovedì, 24 gennaio 2008

    Eppure sento bene


    Si sa che ho problemi d’udito.
    Veramente no,sento benissimo. Solo che a volte non capisco bene. Non mi riferisco ai concetti,che per capirli ci metto una vita,ora intendo: le parole.

    Quando facevamo i compiti in classe,era inutile suggerirmi /suggerire qualcosa con il labiale: o scoppiavo a ridere o non capivo niente (tanto che zucca mi metteva direttamente il suo foglio davanti).

    A volte capisco una cosa per un'altra.

    Al liceo,Bubu dall’ultima fila (erano 4 file) con una mano davanti al naso,mi chiese una calcolatrice! Da buon’amica,movimentai tutta una fila per trovare la calcolatrice. Dopo parecchie ricerche negli zaini,dopo aver fatto svuotare la borsa ad una compagna che aveva tanta pazienza,passai la calcolatrice alla fila dietro,già notavo che mi guardavano male,quando poi arrivò alla dolce,mi disse,con tono piuttosto meravigliato “e che me ne faccio?fazzoletti ho detto”.(se la prese con me specialmente la compagna che aveva impiegato mezz’ora a cercare l’oggetto)

    Sempre a scuola,ammiravo la nebbia fuori dalla finestra,e chiesi alla mia compagna di banco: zucca,ma perché c’è la nebbia?” (capita spesso che faccio di queste domande) lei rispose qualcosa..ora non so bene cosa,capii sicuramente male,perchè mi girai e dissi “i pappagalli?”

    È successa anche in tre!

    Eravamo sedute io,zucca e un’altra amica.Ognuno pensava ai fatti suoi,ma loro ogni tanto si scambiavano qualche parola,io ero del tutto estraniata.

    Zucca: "dobbiamo andare a vedere il film di muccino…"

    l’altra: "chi?mio cugino? "

    Io esco dal nulla e come se niente fosse domando incredula: "il cappuccino?"
    Ma quella che non ha paragoni,calcolatrice a parte fu: LUCILIO!!!

    Io:”Ehi zù, che abbiamo per domani? “

    Zucca:Lucilio

    Io (molto incuriosita): Luigino?

    Zucca (lievemente paziente con tono leggermente alto): Lucilio

    Io (con l’aria non-ho-capito-un-cazzo) :lucino?

    Zucca (nervosa e a voce più alta): Lucilio!

    Io (consapevole di innervosirla,con voce fioca): licino?

    Zucca (incazzata): Lucilio!!!

    Io: (con gli occhi a mò gatto di shrek) lù cosa?

    E poi gridando come non mai “lè,ma li corna tua: LUCILIO!”

    Io:con calma,c'è bisogno di scaldarsi tanto?

    (eravamo a 20 cm di distanza) e giù a ridere...

     

    Non devo andare dall’otorino…magari ero solo distratta ^^

    ZL 107.7 radioFollia        Calma e sangue freddo - Luca di Risio


    Farneticato da Pxy alle 18:26 | Grazie per i commenti (9)




    martedì, 22 gennaio 2008

    dolci flashback2


    Suvvia tutta quest'angoscia Zù...quei ricordi tocca portarli con noi,ci fanno sbellicare dalle risate! Ricorderò a vita quelle gite,Roma e Atene di meno,ma quella in toscana è stata mitica!!!
    In questo post comparirà Bubu! La chiamo così proprio da quella gita,che è stata a parer mio la più divertente in assoluto e ha rafforzato/formato molti rapporti.

    Siena. Della quale mi sono innamorata e che mi ha fatto innamorare dei piccioni. Voglio portare un regalino a mio padre,opto per la gastronomia: l’olio!

    Premetto che zucca è una persona davvero affabile (infatti è sempre lei che si offre per qualcosa o che fa la fila o fa i conti),almeno nei miei confronti si è sempre prodigata e se le chiedo di cercare qualcosa fa di tutto per trovare il meglio.

    Zucca aveva la voce rauca,anzi non aveva proprio voce (il chè mi piace troppo perché non può gridare ed è troppo buffa quando si sforza)  io già avevo riso troppo in seguito alla vicenda delle pietre sottocitata (ma parlo di risate esagerate che provocano la pisciarella) ora non so se potete immaginare le scene o solo coglierle,ma vedere lei che sbraita contro Camilla senza voce è stato fantastico, dopo questo mi ero ripromessa un certo contenimento.
    Entro in un negozio di prodotti tipici seguita da zucca,Camilla,e un altro compagno. Inizio a guardarmi intorno. Dopo svariate ricerche,ci ritroviamo davanti una scaffalatura con oli di tutti i tipi,ma nessuno del posto.

    Zucca sconfortata esclama: Lè,qui dice olio di modena 2,80 cent credo sia il migliore rispetto ad altri…

    Io: si zucca,credo che prenderò questo...
    Ed ecco che si sente un voce,proveniente dal basso: “ olio di siena puro 1,20…è di siena e costa poco BUUUUUUUUU BUUUUU BUUUUUU SELENIA BUUUUUUUUUUU” camilla,per terra con una bottiglia di olio in mano con aria soddisfatta e del tipo: ma non vedi che lo hai sotto agli occhi? Continua a gridare “buuuuuuuu selenia buuuuuuuuu”.

    Be…non potete capire. Sono scoppiata in una risata,ma in una risata che non si può descrivere! Avrò riso per tutto il giorno forse,e più passava il tempo più ridevo! Con zucca leggermente infastidita perché non si era accorta di qualcosa che aveva sotto il naso e Camilla che non faceva che dire bu bu bu… così che nacque Bubu!

    In quella gita è nato anche il mio amore per i piccioni,solo perché mi piaceva il movimento del collo,e nella piazza del palio loro mangiavano le nostre patatine ^^

    In quella gita sono stata soprannominata Valentina -.- (perché i miei occhiali da sole erano uguali alla Valentina di Sarabanda)

    In quella gita stranamente non mi sono ammalata

    E ci siamo troppo divertite a scoprire che Bubu era la ricchezza degli autogrill –con la media di 10 euro di spesa ad ogni sosta-

    Ci sarebbe tanto troppo da raccontare meglio non andare oltre,l’unica cosa da fare è chiedere scusa alla dolce per averla messa in mezzo ^^

    ZL 107.7 radioFollia        Povia   -   Vorrei avere il becco


    Farneticato da Pxy alle 21:30 | Grazie per i commenti (13)




    martedì, 22 gennaio 2008

    dolci flashback


    In bilico ci sono da un pezzo ormai.
    Angoscia, frustrazione, incapacità di adattarsi al nuovo; nessuno stimolo, nessuna motivazione.
    Credevo passasse, credevo fosse questione di abitudine ma sono ancora qui, vuota, in attesa di qualcosa, alla ricerca di qualcuno..

    5 anni di follie, di sorrisi, di compiti passati, di pianti, di pacche sulle spalle, di assemblee di classe, di gite, di spensieratezza.

    Sono ferma al semaforo. E' così facile perdersi nei pensieri. E' così facile tornare a ricordare. Sorrido.

    Roma, V ginnasio:

    Una stanza d'albergo, tre posti letto, uno sempre occupato: Lea ha un terribile mal di orecchio. Si contorce, si lamenta, grida, piange.
    Un'amica rovista nello zainetto alla ricerca di un antidolorifico. Lo trova. Cerca di fare in fretta. 
    Intanto arrivano i prof (come la polizia nei film: sempre in ritardo). Spalancano la porta. Sono in due. La donna, stile uomo tigre che lotta contro il male, si scaraventa sulla mia amica impegnata a sciogliere la bustina di aulin: "ferma, ma che fai? Così la uccidi."
    Sconcerto generale.
    La ragazza in questione scoppierà a piangere poco dopo giustificandosi: "ma io non volevo farle del male.." mentre Lea verrà portata da un taxi al pronto soccorso.

    Siena, I Liceo:

    Negozio del posto. E' super affollato. C'è di tutto. Se rovisto per bene ci trovo pure mia mamma.
    Tra anelli e collane in pietre Swarovki, Lea adocchia un qualcosa che le piace.
    Dopo aver caricato mezzo negozio, prendo anche il bracciale da lei scelto e mi avvio alla cassa per pagare. Mezz'ora esatta di fila durante la quale cerco di apprendere l'arte del "rubare".
    Una mia amica chiama quei negozi "prendi e porta via". Noi però siamo onesti e attendiamo il turno.
    Cerco di non farmi schiacciare. Arrivo al truaguardo, sto per togliere i soldi e sento che da dietro qualcuno mi tocca la spalla.
    Mi volto e vedo Camilla con in mano 3 pietre. Pietre normali, di quelle che trovi per strada, nè più nè meno. Trionfante, sguardo fiero, mi si accosta e sfoggiando un sorriso a 32 denti fa: "sono per mia madre".
    Sconcerto.
    E quando la commessa dice: "3 euro, grazie!" metto una mano sulla bocca per trattenermi.
    Appena fuori urlo: " 3 pietre, 3 euro??? In Africa i bambini muoiono di fame e le pietre se le mangiano, ma quelle di terra. E tu butti 3 euro così? Ma non me lo potevi dire prima? Te le avrei prese io. Lavoro gratis per gli amici sai?? E non 3, quintali, tonnellate di pietre"
    Sei mesi dopo: compleanno di Camilla.
    Io e Lea le abbiamo regalato uno scatolone pieno di pietre, molto più belle di quelle di Siena, raccolte in riva al mare. Sapevano ancora di sale. "Per tua mamma, Camilla".

    Grecia, II Liceo:

    Una stanza d'albergo, tre posti letto, uno sempre occupato: Lea ha la febbre.
    Giorno successivo all'arrivo: visita guidata a Delfi. Rimango con lei. Con noi anche il colto professore di filosofia (la nostra ferrea prepazione nella materia si deve a lui).
    Lea deve mangiare. E' sudata, pallida, ha bisogno di medicine. Ha bisogno di cibo.
    Il saggio propone: "vuoi una pera?"
    Lea sbianca: "sono allergica alla frutta!"
    Filosoficamente il nostro prof: "allora vuoi una mela?". Il problema è che non scherzava. Sconcerto. Ancora.
    Sono passati 2 anni: noi non sappiamo ancora un cazzo di filosofia, lui non ha ancora capito che la mela è un frutto. Siamo pari, professò.

    piiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. E' verde. Ritorno al presente. Posso continuare a sorridere. Almeno per un po'.

    ZL 107.7 radioFollia        Queen   -   The Show Must Go On  


    Farneticato da cenerentola88 alle 21:17 | Grazie per i commenti (10)




    lunedì, 21 gennaio 2008

    problemi esistenziali, instabile equilibrio psichico 2


    Oh,mo hai trovato pace? Dato il template,dati st’impicci,dato il primo post,possiamo stare tranquilli? Io malata nel letto con 7 esami da preparare e tu (con un esame alle porte tra l’altro) che ti elettrizzi per splinder -.- Partendo dal presupposto che io non volevo saperne niente e fino alla fine sono stata fredda e distante dal voler aprire questo blog,un pò perché sapevo che avrei dovuto fare sola gran parte delle cose (data la tua “ignoranza”.vedi: io -gestisciteli tu i codici html- zucca- che se non so nemmeno cos’è un html-) un po’ perché sono certa che mezzo mondo saprà le mille (e una) figuracce fatte o esperienza vissute,ovviamente tutti ne rideranno di cuore.

    Approfitto del primo post per informare i gentili lettori,nonché avvisare te,che ci addentriamo a raccontare un mondo che è propriamente nostro,motivo-onde-per-cui-il-quale tanti termini e tante frasi potrebbero non essere colte. Come ad esempio la frase: "non ti dimentico che…" nel corrente italiano si usa dire “ti ricordo che…” ma io,per un inspiegabile motivo,una mattina,sull’autobus che –ahimè- ci portava a scuola,seduta accanto la cara zucca,come di consueto,esclamai: “non ti dimentico che abbiamo il compito di filosofia” ovviamente ha iniziato a ridere,come solo lei sa fare,mentre io mi facevo in quattro per convincerla che non c’è nulla da ridere riguardo questa espressione, che se vogliamo potrebbe essere accettabile ecco…

    Da quel giorno,invece di “ti ricordo che…” diciamo “non ti dimentico che..”

    Scherzi a parte, tutto quello che leggete,tutto quello che scriviamo,non è frutto di una fantasia infantile,è realmente accaduto,e mentre accadeva eravamo sin troppo serie e consapevoli. In effetti più che da ridere ci sarebbe da piangere.

    Alla fine: Welcome su splinder Zù ^^

    Ps:a casa mia,0.1+0,9=0.10

     

    ZL 107.7 radioFollia   Alberto Sordi   -   te c'hanno mai mandato a quer paese...


    Farneticato da Pxy alle 16:14 | Grazie per i commenti (13)




    lunedì, 21 gennaio 2008

    problemi esistenziali, instabile equilibrio psichico


    Sin da piccoli la vita ci pone davanti i suoi perchè. Stamattina ho avuto un confronto particolarmente interessante con mia cugina.
    M.: ma perchè il sole sta nel cielo?
    S.: -_-'  per illuminarlo!
    M.: e perchè deve illuminarlo?
    S.: -_-'' perchè il cielo ha bisogno come noi di essere riscaldato.
    M.: Si, perchè pure il cielo ha freddo..
    S.:-_-''' si amore..

    Avevo quasi dimenticato quanto fosse straordinariamente stimolante avere a che fare con una bambina di 5 anni. Adesso che ci penso non credo che alla stessa domanda postami da un professore avrei saputo rispondere diversamente.

    Mi rendo conto però che delle risposte stupide mi sono state date anche da gente con molta più esperienza. Ricordo che mia madre, alla tenera età di 13 anni, di fronte a quello che io consideravo uno spargimento di sangue ingiustificato, seppe soltanto dire: "sei diventata signorina ormai.."

    Grandi furono le difficoltà incontrate da mia madre in quell'occasione; le stesse che ebbe il mio carissimo professore di matematica nel spiegarmi perchè i numeri sono infiniti. Alla fine si arresero entrambi. Nel primo caso scoprii che si trattava di un processo naturale solo in seguito ad un dialogo con delle mie compagne di sventura. Nel secondo caso i dubbi sono rimasti.

     

    In alcune situazioni invece non si tratta di non sapere la risposta o di avere difficoltà a spiegare un concetto. E’ molto di più.

    Prendiamo ad esempio la mia cara amica Lea che con me condivide quello che ironicamente abbiamo definito lo “spazio del pianto”(il nostro blog).

    Lea è senza soluzioni, i suoi perché sono senza soluzioni.

    E non posso pensare che esista qualcuno in grado di farle capire perché 0.1+0.9 non dà 0.10. Il risultato è banale, pure mia cugina dall’alto dei suoi 5 anni avrebbe risposto 1…ma lei NO.

    Ed è anche inutile dirle: “funziona così” dato che i suoi “perché” rimangono comunque irrisolti. Forse però è uno dei pochi dubbi un po’ più intelligenti che mi ha avanzato. Mi basta ricordare : “perché noi non abbiamo la coda?” o “perché Winnie non c’ha una mamma?” per averne la conferma.


    Ma arriviamo al dunque. Perchè un blog?

    In fondo è come chiedersi perchè "separato" si scrive tutto insieme quando "tutto insieme" si scrive separato o come può avere dei nipoti Paperino se non ha né fratelli né sorelle.. (mi sento molto Lea adesso).

    Un blog per colmare i miei spazi vuoti, un blog per ridere, un blog perchè se non ne hai uno sei uno sfigato, un blog perché un vero perché non c’è.

     

    ZL 107.7 radioFollia    Vasco Rossi  -  Un senso

    Farneticato da cenerentola88 alle 16:05 | Grazie per i commenti (12)